Nel mondo di Alessia Clema la maschera fissa l’esistenza in una forma che l’ossifica e cristallizza, ma nel comune destino che lega le teste della sua scena, ogni maschera trattiene un’individualità, una storia (o persino la rinuncia ad averne una): se è vero che nella superficie sta la profondità, e che le dormienti maschere, vivendo dentro i loro sogni – in ragione anche del materiale in cui la “fissazione” avviene – testimoniano di altrettante vite, della cui traccia l’artista va in cerca.

Giovanni Tesio